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ANTIRUGGINE VS RUGGINE

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FOTO_RUGGINEIl peggior nemico del ferro è sicuramente la ruggine. E' un processo chimico di reazione naturale del ferro a contatto con l'aria e l'umidità. L'ossigeno e l'acqua disgregano, sbriciolano, polverizzano il ferro fino alla sua completa consumazione. E' per questo motivo che sul ferro grezzo si applica sempre una mano preventiva di antiruggine.
L'antiruggine ha la funzione di isolare il manufatto metallico dagli agenti contaminanti esterni, proteggendolo dall'azione combinata dell'ossigeno e dell'acqua.
L'antiruggine ha anche funzioni secondarie di rilevante importanza. Può essere riempitiva e livellare i possibili avvallamenti. Ha potere d'ancoraggio notevole quindi ideale come fondo per la successiva pitturazione (si aggrappa con tenacia al ferro nelle sue porosità).


L'antiruggine è quindi una pittura di fondo preventiva e non curativa, non deve essere applicata sopra la ruggine ma sul ferro nudo. Si chiama antiruggine perchè combatte la ruggine prima di formarsi. Comunque se il ferro presenta segni d'attacco della ruggine questa deve essere repentivamente spazzolata, carteggiata e sempre eliminata. Se ciò non possibile avvalersi dell'ausilio del convertitore di ruggine che poi dovrà essere ricoperto prima dall'antiruggine e poi dallo smalto.
L'antiruggine può essere di varia natura e vari colori. Acrilica all'acqua, fenolica, epossidica, uretanica, poliuretanica, gliceroftalica a seconda dell'ubicazione ambientale del ferro (marino, industriale, urbano) dell'esposizione alle intemperie (interno, esterno riparato e no), dei costi e da chi la usa (privato, artigiano, industria).
Solitamente l'antiruggine è di colore grigio perchè di più facile copertura, comunque in commercio esistono anche antiruggini rosse, gialle, arancio e tinteggiabili a tintometro.
Alcuni tipi di antiruggini (acrliche, epossidiche) hanno anche funzioni di primer. Oltre alle caratteristiche anticorrosive anche quelle di promotori d'adesione su supporti solitamente difficili come per esempio la lamiera zincata. Isolano il supporto e allo stesso momento fanno da ponte di adesione.
Per le antiruggine in commercio il pigmento inibitore in assoluto più usato è il fosfato di zinco attivato non inquinante di ottime prestazioni. Una volta si usava molto anche il minio di piombo di colore arancio adesso fuori legge.
Per la scelta dell'antiruggone più idonea bisogna quindi prendere in considerazione molteplici fattori.
Un ciclo di lavorazione completo in ambiente urbano industrializzato prevede, dopo aver sgrassato il ferro, di applicare una mano di antiruggine fenolica e due mani di smalto sintetico/alchidico o acrlico.
Mentre in un ambiente rurale un inferriata protetta dalle intemperie può essere sopraverniciata con dell'antiruggine gliceroftalica.
Una cosa importante da ricordare è che un lavoro di base fatto bene con un prodotto a più alte prestazioni, sebbene più costoso garantisce una durata nel tempo superiore. Nell'applicare un prodotto economico o un'antiruggine di qualità ci si impiega lo stesso tempo, ma dopo vedrò la differenza. Il risparmio si vede negli anni.